luglio 2nd, 2008 Posted in Senza categoria | 2 Comments »
I migliori difetti che si che si possono avere sono quelli di cui tutti sono a conoscenza ma che tu non sai di avere. Non è il massimo avere difetti, ma esserne anche consapevoli è ancora peggio! Continueresti a pensarci, e questo non fa bene all’autostima.
Per esempio, invidio un sacco chi non sa che le altre persone odiano passare del tempo con lui. Vedo persone così ovunque, che continuano ad assillare le loro vittime. Mentre queste persone “difettose” sono convinte di sostenere un interessante scambio d’opinioni, il loro interlocutore si preme due dita a lato del collo cercando di interrompere l’afflusso di sangue al cervello.
Beh, io sono esattamente il contrario: dò per scontato che la gente non sia interessata a parlare con me. Non sempre è vero, ma preferisco andare sul sicuro. Per questo quando qualcuno si avvicina a me, il dialogo segue questo template:
Tizio: “Ciao, come va?”
Io: “Devo andare.”
Un’altro mio difetto è non avere gusto in fatto di moda. Fra tutti i difetti, questo è quello che preferisco: la gente vestita male non offende i miei sensi, e non perdo tempo a scegliere i vestiti da mettermi. Impiego esattamente 15 minuti da quando suona la sveglia per alzarmi, lavarmi, fare colazione, vestirmi e salire in macchina. Perchè mai dovrei preoccuparmi che il colore delle mie scarpe sia coordinato con il colore delle mutande? Le scarpe mi servono solo per non piantarmi una siringa nel piede, e i vestiti servono solo per ripararmi dal freddo e coprire ciò che non voglio gli altri vedano. La priorità è che questi indumenti siano comodi, e che il loro prezzo sia adeguato al loro scopo.
Più che un difetto, il mio è proprio un “odio” verso il mondo della moda. Non c’è niente di più inutile e superficiale. La moda ha costretto i disegnatori a concentrarsi sull’estetica, e ad oggi dal mio punto di vista il settore tessile è quello rimasto più indietro tecnologicamente. L’altro giorno ho chiesto a mia madre (che lavora sui vestiti) se esistono dei pantaloni che possono essere trasformati da lunghi a corti e viceversa con un semplice gesto. Certo che no! Del resto, come può qualcuno produrre un prodotto del genere quando esistono solo tre metodi per unire due lembi di tessuto in modo temporaneo, e nessuno dei tre è adatto allo scopo? La cerniera è troppo rigida e scomoda quando ci si sta seduti sopra. Lo stretch è difficile da allineare, si riempie di pelucchi e non è molto resistente. I bottoni hanno troppo spazio fra di loro, fanno una brutta piega e sono scomodi.
L’umanità è condannata.